Tauromachia. E questo il nome che comprende tutte quelle manifestazioni dove i protagonisti sono i tori, come le corride e corse in strada (tipiche di Pamplona).
Da tempo, manifestazioni di sdegno per queste pratiche che sfruttano, maltrattano ed uccidono dei poveri animali sono oggetto di news e cronaca.
L’anno scorso, una regione importante come la Catalogna ha abolito dal 2012 la corrida dalle pratiche sportive e di intrattenimento per il pubblico. E il secondo caso in Spagna dopo l’arcipelago delle Canarie che nel 1991 è stata primissima regione ad abolire la tauromachia.
Manifestazioni cruente e ormai rappresentative di un paese e di una cultura. Se provaste ad immaginare tre elementi rappresentativi della Spagna, tra questi c’è sicuramente un toro o un matador.
Nel mondo dello musica questo tema è stato affrontato da diversi artisti. Nel paese iberico sono stati gli Ska-p a definire il torero “la verguenza de una nación”.
In Italia chi ha preso a cuore questo tema è Caparezza che nel tuo singolo “Dalla parte del toro” parla come se fosse un toro che questa volta però si fa beffa del torero, incornandolo ed uccidendolo.
Recentissima l’intervista al ministro del Turismo Brambilla, che ha preso una dura posizione contro tutte quelle attività che prevedono lo sfruttamento ed il maltrattamento degli animali come occasione di divertimento. Il tutto dopo la morte di un cavallo di una contrada che doveva prendere parte al Palio di Siena. Il più famoso palio d’Italia “non può più considerarsi intoccabile» – ha affermato il ministro, scatenando le reazioni degli organizzatori.
Il mio augurio è che queste non restino parole al vento. Il marketing turistico di due paesi mediterranei come Italia e Spagna dovrebbe puntare sul clima, sul cibo, sul patrimonio artistico e territoriale e non sulla pelle di poveri animali.
“Llamar cultura al sadismo organizado,a la violencia,a la muerte o al dolor
es un insulto a la propia inteligencia, al desarrollo de nuestra evolucion”



