Paesi Baschi, Bilbao – Spagna del Nord.
Qui non c’è posto nemmeno per Messi. Nell’Athletic Club di Bilbao puoi giocare solamente se sei Basco, di origini basche o se hai iniziato la carriera nella cantera in una squadra di una delle sette province storiche dell’Euskal Herria.
Chi fa la differenza qui sono le persone, i loro valori, la loro cultura. Qualcosa che ti appartiene da quando nasci, o che non ti sarà mai parte di te.
Passione che arde. Si scende in campo con lo spirito di chi deve prendersi una rivincita: pronti a tutto per “vendicare” San Mamés, un antico martire cristiano basco (a cui è intitolato lo stadio) che i Romani diedero in pasto ai leoni.
Non è solamente una squadra di calcio.
L’Athletic Bilbao rappresenta un caso di personal branding unico. E’ riuscito a costruire attorno a sé sensazioni, valori legati all’appartenenza ad un popolo, orgoglio e anima. Elementi intangibili ma che determinano in modo unico l’immagine e il valore più profondo di questo club.
Il sentimento basco è vivo più che mai. Infatti, a inizio 2010, in occasione di un sondaggio della società circa la possibilità di tesserare giocatori stranieri, un plebiscito (circa il 94%) ha risposto picche.
Con questo spirito nessun limite è preposto. Uno dei club che ha vinto di più nel suo paese grazie ai suoi 8 campionati spagnoli, 1 Supercoppa di Spagna e ben 23 Coppe del Re.
Il club è anche conosciuto con l’appellativo di “Re di coppe”.
Inoltre, insieme a Barcellona e Real Madrid non è mai retrocesso in Segunda División (l’equivalente della Serie B Italiana).
Forse non vincerà mai una Champions League o non eguaglierà mai il super Barça degli ultimi anni, ma di sicuro resta il club con il personal branding più titolato al mondo.
“Dios solo creò un equipo perfecto, a lo demàs lo llenò de extranjeros” [cit.]


