Inglese, Francese, Tedesco.
Queste nell’ordine le lingue che gli Italiani studiano e hanno studiato nelle scuole medie e superiori. Infatti, anche nel mio caso, l’approccio con lo spagnolo è arrivato solamente ai tempi dell’università.
La lingua spagnola è parlata in diversi paesi. Oltre al paese di nascita, questa è la “madrelingua” in tutto il Centro e Sud America (con eccezione del Brasile) ed è parlata anche negli Stati Uniti.
Ebbene si! Negli Stati Uniti lo spagnolo è parlato da più del 60% della popolazione. La conoscenza di questo “idioma” è imprescindibile e viene insegnata obbligatoriamente nelle scuole.
Stati come California, Texas, Florida, sono bilingue (doppia lingua sulle indicazioni stradali, sui giornali, nei supermercati). Circa il 70% della popolazione è ispanica, e contribuisce in modo decisivo nell’economia di questi stati.
A Los Angeles una mia amica ha avuto difficoltà nel richiedere informazioni poiché la persona che aveva di fronte non parlava l’inglese.
In Italia la lingua spagnola viene relegata solo dopo le tre lingue citate su. Molte istituti Italiani continuano ad ignorare la possibilità di introdurre stabilmente questa lingua, il che è assolutamente controcorrente anche in termini di mercato del lavoro che inizia a comprendere come lo spagnolo rappresenti un’importante soft skill.
L’economia globale obbliga a guardare al di là dei soliti confini. Come accade già negli Stati Uniti ed in Brasile, dove la conoscenza dello spagnolo è fondamentale, ciò sta accadendo anche in Europa. Lo spagnolo permette di arrivare a tantissimi paesi e potenziali partner commerciali nel mondo, a differenza di altre lingue divenute ormai non più così utili come si possa pensare.


